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Fisioterapia

Il Centro di Terapia Fisica e Ginnastica Medica srl opera in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale


Gli esami si effettuano:

Centro di terapia fisica e ginnastica medica S.R.L. - Tivoli


Viale Trieste, 2/b - 00019 Tivoli (RM)
Tel. 0774 / 31.33.33 - 0774 / 33.33.55 - Fax 0774 / 33.31.76 - 0774 / 31.43.75
e-mail: ctfgm.tivoli@eidosinternational.it

L’orario di apertura:
Dal Lunedì al Venedì dalle ore 08.00 alle 20.00
Sabato dalle ore 08.00 alle 12.30

Come Raggiungerci:
In auto dalla Via Tiburtina direzione Tivoli
Dall’ Autostrada A24 (Uscita Tivoli e /o Castel Madama)
In bus: con linee Cotral (dir.Tivoli) fermata Piazza Garibaldi
In treno: Stazione Tivoli
 

Centro di terapia fisica e ginnastica medica S.R.L. - Tivoli Terme

Via Naz. Tiburtina, 325 - 00011 Tivoli Terme (RM)
Tel. 0774 / 37.12.99
e-mail: ctfgm.tivoliterme@eidosinternational.it


L’orario di apertura:
Dal Lunedì al Venedì dalle ore 08.00 alle 19.00 - Sabato dalle ore 08.00 alle 13.00.

 
fisioCosa è la Fisioterapia
La fisioterapia è l'insieme delle metodiche messe in atto da professionisti specifici per trattare una serie di patologie legate a un disturbo della motricità, delle funzioni corticali superiori, cardio-respiratorie e viscerali. Si può definire come un processo di soluzione di problemi e di educazione nel corso del quale si porta la persona disabile a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, emozionale con la minor restrizione possibile delle sue scelte operative, pur nell’ambito della limitazione della sua menomazione e della quantità e qualità di risorse disponibili. La fisioterapia rientra nell'ambito della Medicina Fisica e Riabilitazione che dalla seconda metà del XX secolo ha gettato le basi per rispondere in maniera adeguata alla crescente necessità di benessere dei soggetti temporaneamente o permanentemente affetti da disabilità.


 
tecnicheLe tecniche fisioterapiche

Le prime tecniche riabilitative di tipo fisioterapico nascono sul finire del XIX secolo, prendendo spunto dal progressivo avanzamento delle conoscenze neurologiche. Tuttavia, solo dopo la II Guerra Mondiale inizia a diffondersi un gran numero di metodi, ognuno portatore di una peculiare filosofia di trattamento riabilitativo. Attualmente sono numerosissime le Università che offrono formazione nella Laurea di Fisioterapia, ma successivamente i professionisti integrano le conoscenze di base tramite corsi professionali di approfondimento in tecniche e metodiche di trattamento speciali: si tratta di una sorta di "scuole di fisioterapia" private, che di norma vengono dirette dai "grandi nomi" della fisioterapia internazionale e storica. Tecniche fisioterapicheTali metodi di lavoro possono essere classificati genericamente sulla base dell'utilizzo di:

Tecniche fisioterapiche passive e attive analitiche
Tecniche fisioterapiche attive funzionali e posturali
Tecniche basate su meccanismi "riflessi" neurovegetativi
Tecniche di facilitazione neuromuscolare
Esercizio Terapeutico Conoscitivo - Rieducazione Cognitiva

Nella Rieducazione Motoria e Funzionale “tradizionale”, consueta, il Paziente, con la diagnosi assegnatagli dal Medico, viene inserito all’interno di un procedimento fisioterapico standard, uguale per tutti coloro che rientrano nello stesso raggruppamento di diagnosi. Avviene così che persone diverse, ognuna con la propria specificità ed unicità (non solo in senso esistenziale ma propriamente corporeo e biologico, oltre che clinico e fisio-patologico) si trovano ad eseguire (spesso in sedute di gruppo) gli stessi esercizi; questi ultimi non possono che risultare globalmente a-specifici e, pur ottenendo nella massa una buona percentuale di risultati sintomatici positivi, spesso non soddisfano le aspettative e le esigenze di molti Pazienti e della loro effettiva condizione di salute. Così si rischia che, anche dopo più “cicli” di trattamenti, non si ottenga una risposta clinica valida, oltretutto con ampio dispendio di tempo e denaro, rischiando di trascurare, nel frattempo, il problema reale e specifico fino anche a perdere il “momento buono” per ottenere un effettivo superamento del problema basilare.

Il principio di ottimizzazione delle risorse economiche ed umane e l’orientamento verso una comprensione più approfondita della situazione clinica, sintomatica e disfunzionale, e quindi verso la realizzazione di un intervento altamente specifico e rivolto tanto alle condizioni di salute quanto ai meccanismi che determinano la sofferenza del Paziente, hanno spinto da decenni diversi gruppi di studiosi (Medici, Fisioterapisti, Clinici e Ricercatori) di diverse nazionalità ad approfondire e perfezionare il modo di procedere in fisioterapia su basi altamente scientifiche, sperimentate e validate, giungendo ormai da parecchi anni alla codificazione di metodi di lavoro che, pur mantenendo la denominazione di illustri personaggi che “hanno fatto scuola”, rientrano in uno standard formativo ed operativo internazionale ben preciso. Il lavoro parte necessariamente da un’attenta analisi degli elementi che caratterizzano, nel singolo individuo, gli eventi che hanno portato alla sofferenza e le sue modalità d’espressione sia cliniche, sia cognitive. Si tratta, quindi, di effettuare prima di tutto una valutazione di elementi relativi al disturbo fisico (menomazione), all’effetto di questo sulle attività funzionali (disabilità o deficit), alle conseguenze limitanti nelle attività lavorative, sociali, ecc. (handicap), attribuendo un valore più o meno marcato agli aspetti legati a fattori prettamente corporei, piuttosto che all’atteggiamento psicologico o anche d’informazione scorretta del Paziente relativamente alla propria condizione clinica (fattori bio-psico-sociali).

tecnichefioterapiche1Di seguito, si prendono in considerazione le sensazioni riferite dal Paziente stesso rispetto a localizzazione, estensione, intensità, qualità dei disturbi, con eventuali verifiche, chiarimenti ed approfondimenti specifici. Già tutti questi elementi iniziali contribuiscono ad orientare la pianificazione della valutazione clinica e del successivo intervento terapeutico. Valutazione clinica che avviene tramite test e prove motorie e funzionali attive e passive altamente specifiche, scelte in base ad una precisa strategia d’indagine che viene via via formandosi ed articolandosi contemporaneamente alla raccolta d’informazioni ed in conseguenza di esse. Grande rilevanza hanno le modalità comunicative, sia come valutazione dell’espressione da parte del Paziente dei propri sintomi e disagi, sia come capacità dell’equipe assistenziale di cogliere la reale valenza degli elementi significativi. Di continuo avviene una costante autocritica e rivalutazione da parte del l’equipe rispetto al proprio operato ed alle proprie ipotesi, in modo da adeguare sempre più l’azione al contesto. Alla fine "dell'indagine preliminare”, dopo aver anche effettuato le necessarie prove (test d’esclusione o di sicurezza) per riconoscere eventuali situazioni di particolare rischio per il Paziente, si procede con il trattamento che è emerso più indicato, ponendo obiettivi altamente specifici ed effettuando continuamente una valutazione/rivalutazione di elementi sia soggettivi (percepiti dal Paziente) sia oggettivi (misurabili dagli operatori) atti a verificare e testimoniare il miglioramento (conferma delle ipotesi funzionali ) o, in assenza di questo, l’opportunità di rivedere alcuni punti della pianificazione per modificare l’intervento in modo che esso diventi più efficace ed utile.

Il trattamento può avvalersi di ogni tecnica (validata e sperimentata) che si può rendere realmente utile e specificamente adatta alla situazione effettiva ed individuale del paziente. A puro titolo d’esempio, possiamo nominare, tra le tecniche più in uso, la mobilizzazione passiva, dei movimenti articolari fisiologici ed accessori, condotta per precisi ed adeguati gradi di ampiezza-intensità-coinvolgimento delle resistenze meccaniche o del sintomo; l’esercizio attivo analitico (riequilibrio delle funzioni neuro-muscolari) o globale e funzionale; vari tipi di trattamenti dei tessuti “molli”; mobilizzazione neurale; integrazione e riprogrammazione senso-motoria; stabilizzazione articolare statico-dinamica (Kinetic Control); rieducazione posturale; ecc…

Non per ultimo il principio dell’autotrattamento, volto a mantenere, migliorare o consolidare ed automatizzare progressivamente i benefici ottenuti e le modificazioni positive in atto, tramite esercizi appositamente elaborati, altamente specifici e “personalizzati” e correttamente appresi ed eseguiti. Allo stesso modo contano i consigli e le indicazioni per un’adeguata (e personalizzata) ergonomia ed autogestione quotidiana del problema da parte del Paziente nella sua funzionalità abituale e ripristinata, anche nell’ottica di una reale prevenzione di eventuali rimedi o di peggioramenti.



 
trattamentoScopi del trattamento

Riduzione e annullamento del dolore e di altri sintomi e segni di sofferenza. Trattamento da effettuarsi già a partire dalle condizioni più acute e severe, in modo da anticipare il più possibile l’azione benefica e di sollievo.

scopideltrattamentoAllo stesso tempo la precocità dell’intervento terapeutico è di prevenzione rispetto alla rapida strutturazione di compensi statico-dinamici e danni tissutali (contratture, fibrosi, alterazioni del microcircolo locale, alterazione della conduzione nervosa, modificazione della percezione corporea e motoria con tutto ciò che ne può derivare, ecc.).

Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche. Con riferimento a limitazioni nella mobilità articolare o nell’equilibrio di forze e tensioni muscolari, coordinazione ed efficacia nell’azione muscolare, recupero di conduttività neurale ed efficacia della circolazione sanguigna e linfatica, distribuzione corretta della mobilità multisegmentaria e ripristino di adeguate e fisiologiche sinergie motorie e funzionali.

I risultati ottenuti vanno integrati nella funzionalità quotidiana, con recupero della più normale vita di relazione e lavorativa. Allo stesso tempo, il problema iniziale va ricondotto alla sua giusta dimensione, nella considerazione del Paziente stesso, ma anche valutato nelle sue più chiare ed ampie caratteristiche da un punto di vista clinico in modo da mantenere, nell’equipe terapeutica, un valido e opportuno orientamento.

 

 



 
tecnichefisio(1)Ginnastica Medica
In passato chiamata anche ginnastica correttiva, è indirizzata al trattamento dei vizi posturali della colonna vertebrale (es. atteggiamento cifo-lordotico o scoliotico) e di alcuni difetti di natura ortopedica degli arti inferiori (ginocchio varo o valgo, piede piatto o cavo, ecc).
È l'insieme di alcuni movimenti inseriti in esercizi più o meno complessi che hanno come scopo:
Il recupero di alcuni gruppi muscolari La correzione di atteggiamenti viziati o, in soggetti ancora in accrescimento, di alcune deformità.
La maggiore applicazione si ha nelle deformazioni toraciche e del rachide.


 
fisiatraChi è il fisiatra
E' un medico, laureato in medicina e chirurgia, che ha conseguito il diploma di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione, frequentando un corso universitario post-laurea di 4 anni. Dirige i reparti ospedalieri o ambulatoriali di Medicina Fisica e Riabilitazione del Servizio Sanitario Nazionale. Individua il protocollo medico specialistico riabilitativo e le modalità e la durata delle prestazioni di medicina fisica e riabilitativa, attraverso la visita fisiatrica e la compilazione della cartella clinica. E' responsabile del progetto riabilitativo e ne coordina gli interventi tecnici, effettua la diagnosi della menomazione causa della disabilità, la diagnosi funzionale e la prognosi riabilitativa. L'atto medico del fisiatra si concretizza nelle prestazioni diagnostiche e valutative, terapeutiche (farmacologiche o strumentali) e riabilitative.


 

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